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Bistronomia pret a porter: mangiare diventa sostenibile

Bistronomia pret a porter: mangiare diventa sostenibile

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Un nuovo concetto di ristorazione a metà fra bistrot – locale informale e veloce – e gastronomia, intesa come ‘alta cucina’ ma anche come negozio dove acquistare cibi da portare a casa. Il tutto all’impronta della qualità al prezzo giusto. A sperimentare questa nuova forma di “alimentazione responsabile e di etica gastronomica” sono cinque giovani laureati presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che hanno aperto a Seregno, nel cuore della Brianza, “laTaste”, un luogo in cui “concretizzare filosofia ed etica gastronomica” .

Ma cos’è ‘laTaste’? E’ un locale di circa 600 metri quadri in cui si trovano un Cafè, un Bistrot, un’Area Shop e uno Spazio Eventi, nei quali i giovani imprenditori puntano a garantire cibi di qualità a prezzi corretti. Un obiettivo perseguito puntando su prodotti di stagione, locali e a filiera corta, evitando quindi il più possibile i distributori intermedi e riducendo il costo dei trasporti. Una strategia vincente che ha dato il via a una fitta rete di rapporti con i produttori locali fino a far emergere anche l’eccellenza di beni gastronomici di nicchia, fiore all’occhiello di tanti piccoli imprenditori italiani artigiani del gusto e di altrettante aziende virtuose, attente verso l’ambiente e il consumatore.
Ciò che colpisce dell’idea di laTaste è il lavoro progettuale e di ricerca che sta dietro al locale e alla proposta gastronomica finale: la fitta rete di contatti e di relazioni che il disegnare laTaste ha generato e genererà nel futuro. Senza contare la freschezza dell’idea complessiva e l’entusiasmo con cui i cinque giovani imprenditori si sono buttati in questa avventura, con tanta fantasia, ma anche con una buona dose di “saper, per saper fare”; in sintesi, un ottimo lavoro di creatività, d’interpretazione della realtà e di tante esperienze vissute, un vero e proprio, inconsapevole, design del nuovo pensiero gastronomico.

Ma cosa offre ‘La Taste’? Nel ‘Cafè’ si può gustare la colazione ‘di una volta’, così come una merenda pomeridiana o un pranzo veloce ma ‘attento’, un aperitivo serale con la possibilità di stappare vini serviti al calice per avvicinare tutti a bottiglie importanti che, di solito, hanno un prezzo proibitivo. In alternativa, si possono degustare birre artigianali alla spina, mentre la cucina propone stuzzichini divertenti e sfiziosi.

Il Bistrot offre pranzi a menù (quattro piatti unici, diversi ogni giorno), preparati espressamente dalla cucina per garantire ai clienti abituali un pasto sempre vario, fresco e a base di prodotti locali. Tutti menù equilibrati da un punto di vista nutrizionale e adatti a un consumo ripetuto nel tempo.

Il bistrot, infine, è anche il posto giusto per una cena elegante ma informale.

Cafè e ristorante sono inseriti in un’area Shop, un unico grande spazio dedicato alla vendita di prodotti alimentari e dove si può trovare anche un piccolo assortimento di generi di consumo non food selezionati secondo le caratteristiche di qualità di produzione, qualità sensoriale, attenzione etica e territorialità. Oltre ai prodotti da scaffale lo Shop offre anche una gamma di bevande e alimenti freschi come salumi e formaggi da taglio con vendita assistita, il pane a lievito madre di Davide Longoni, vini biologici e biodinamici e birre artigianali.


E infine lo spazio eventi. Un’ampia parte del progetto ‘laTaste’ è dedicata all’incontro, all’espressione, alla conversazione e alla cultura in generale: sia quella tramandata attraverso il cibo sia quella scritta e stampata.

Un obiettivo perseguito consolidando una forte rete con gli attori del territorio come giornalisti, produttori alimentari e non, professori, scuole, orti, comunità, negozi, pensatori e artisti. Inoltre, laTaste offre un tetto al ‘book crossing‘ e propone in consultazione libri e riviste italiane e internazionali, promuovendo così lo scambio di idee, pensieri ed esperienze personali.

Dunque i concetti cardine da cui nasce ‘la Taste’ sono l’attenzione ambientale; l’attenzione locale per creare ricchezza (non solo economica) sul territorio; la promozione culturale, non solo gastronomica; la rappresentazione delle persone dietro le quinte, cioè i produttori e la sostenibilità anche e soprattutto nell’accezione economica del termine.

Una nuova filosofia del mangiare che pone al centro di ogni atto gastronomico il cliente” e che dice “sì al cibo ‘politically correct’, trasparente e sostenibile.

www.lataste.eu

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